Durante il BOOKSTAR 2017 – Il festival europeo di letterature che era tenuto a Skopje, abbiamo avuto l’opportunità di parlare con ILJA LEONARD PFEIJFFER per il suo libro LA SUPERBA, il casino del nostro tempo, l’amore e il malinteso nei relazioni sociali ed intimi.

PIREJ: Perché ha scelto Italia da tutti i paesi? Sei stato ispirato dalla cultura italiana? Quale parte era quella che ti ha ispirato di più?

ILJA LEONARD PFEIJFFER: Sì. Ho sempre amato Italia anche prima di decidere di trasferirmi a Genova. Ho sempre avuto questa idea di anndare al sud. Quando ero più giovane, andavo in Grecia e pensavo che forse potrei andare in Grecia, ma poi ho trovato questa città ed ho deciso che l’Italia è il posto migliore per me proprio per la cultura, il bel tempo ed anche perchè il paese è molto ricco storicamente. Più della metà di tutta l’arte del mondo è in Italia ed è incredibile lì.

PIREJ: Poetica della città. Genova, come tutti i personaggi che vivono là, ha due lati – una per esibire la bella illusione, e l’altra è la dura realtà?

ILJA LEONARD PFEIJFFER: Mi piace che lo avete chiesto questo perché penso che sia una cosa importante. Il libro è molto di questo rapporto tra la realtà e la fantasia, tra il fatto e la fizione in generale, è un tema che mi interessa molto, quasi tutto quello che scrivo in qualche modo tocca quel tema perché penso che sia un tema molto presente oggi , caratteristica della società moderna ed è sempre più difficile disegnare una distinzione – fatto o fizione, fantasia o realtà. Se fosse stato così facile distinguere tra Il fatto e la realtà, Trump non sarebbe mai stato eletto.Nel caso specifico per questo libro, ho pensato che fosse importante sottolineare il tema perché il libro sta parlando di migrazioni e le persone hanno questa relazione tra la fantasia e la realtà perché tutti gli emigrati hanno una sorta di fantasia.

PIREJ: Nel libro ci sono due temi centrali, il tema per gli immigrati e il tema dell’identità (identità del genere / fluidità). Quello che è diverso è che questi temi, elaborati nel modo in cui sono nel libro, sono scritture inventati anche se fanno parte di storie personali – perché è così?

ILJA LEONARD PFEIJFFER: Si tratta dell’emigrazione e la questione di identità è molto legata a quella dell’emigrazione. Penso che questo sia ciò che succede alle persone quando si trasferiscono in un posto diverso, quando migri, devi cambiare l’identità, perdere la tua identità, devi costruire una nuova identità ed è per questo che la migrazione può essere così difficile e dolorosa nel mio caso personale era anche molto interessante avere la possibilità di reinventarmi.Volevo raccontare molte storie diverse perché non volevo scrivere solo sulla mia opinione personale sulla migrazione, la soluzione politica, quello si puo scrivere ccome una colonna in un giornale, le cose che si possono fare con un romanzo sono molto più interessante. Cercavo di mostrare quanto sia complessa la situazione dicendo queste storie diverse che hanno qualcosa a che fare con la migrazione, ma in un modo diverso, quindi le storie sono contrastate tra di loro e poi ho lasciato la conclusione al lettore. Penso che qualcuno che legge La Superba dopo che abbia finito il libro potrei concludere che la situazione è ancora più complessa di quanto pensava prima ed è questo che mi fa molto felice, è bene se riesco a dimostrare quello.

PIREJ: Il narratore che raconta la storia ci introduce con più personaggi ed insieme ad essi percorriamo i labirinti di Genova. Ci sono caratteri con personalità duali, una diversità tra l’esterno e l’interno di qualcuno- questa suddivisione riflessiva di individui presenti nel romanzo e attraverso loro della città, dovrebbe dare l’immagine reale al lettore solo della città di Genova o del mondo in generale? Le storie sono reali? Quante delle storie sono reali?

ILJA LEONARD PFEIJFFER: È difficile dire qualle cosa è reale e qualle è fizione e sto giocando con questo, in modo che il lettore pottrebe chiedersi tali questioni, è anche una delle ragioni per cui ho scelto un protagonista che assomiglia molto a me ed ha questo nome molto improbabile Ilja Leonard Pfeijffer. C’e molta realtà nel romanzo, ad esempio l’intero ambiente, la città, volevo essere molto preciso, molto realistico e se andate a Genova potete usare il libro come guida, ma dall’altra parte ci sono molte cose di ficzione nel libro,naturalmente molti dei personaggi sono basati sulle persone che ho incontrato veramente. Un buon esempio è il personaggio di Jibi(Jiby). Tutte le storie che il protagonista sta dicendo purtroppo sono storie reali, ho davvero parlato con molte persone ed ho fatto molta ricerca per quella parte del libro ed è molto realistica, l’unica cosa è che Jiby non esiste in realtà, ho inventato questo personaggio per proiettare tutte quelle storie in un personaggio fittizio.

PIREJ: Siamo tutti innamorati della gamba “, ma alla fine, ci rendiamo conto che tutto questo è solo una proiezione dei nostri desideri e fantasie – lo stesso va per Genova e * la ragazza più bella della città *. All’inizio del romanzo siamo presentati con una versione romantica, ma alla fine questa immagine è completamente revoltata / cambiata. Come spiega il cambiamento?

ILJA LEONARD PFEIJFFER: Mi piace questa parola di proiezione perché quello è ciò che accade molto, quindi ho scelto la immagine di questa gamba, una gamba amputata ad un certo punto molto attraente per il protagonista perché lui poteva avere fantasie del resto della donna e perché la donna che è stata attaccata alla gamba era fantasia era quasi la donna perfetta Lei non è abbastanza reale per rovinare la fantasia del protagonista questo dura fino alla seconda parte del libro, è ovviamente una protezione e si può estrapolare anche sul modo in cui il protagonista sta conoscendo la città anche quello è per un gran parte proiezione, lui vuole vedere questa nuova città come un luogo della Dolce Vita Italiana, un posto della felicità e in un specifico parte del libro dice anche, certo che Genova è reale, puoi prendere un aereo e venire a vederla, ma non la vedrai mai come la vedo io, perché ovviamente, questo è la proiezione.

PIREJ: I personaggi del romanzo appartengono a diversi classi sociali, tuttavia, alla fine, tutti soffrono dei loro compromessi che sono in linea con la loro integrità diclasse. È questa la verità triste, due storie soggettive non possono trovare un comune linguaggio di comprensione, è l’amore un astratto che dipende dal costrutto sociale?

ILJA LEONARD PFEIJFFER: Questa è una domanda molto grande, naturalmente. Per cominciare, nel contesto del libro, e ancora nel contesto delle storie di migrazione, si tratta anche di questo malinteso culturale. Quindi, una delle mie ragioni per cui la storia,la storia d’amore tra il protagonista e la più bella ragazza di Genova è così tragica è un malinteso fondamentale; perché sono da due diverse culture e questo è qualcosa che si può vedere su livelli diversi.Questo è anche nella realtà, la cosa che succede con la migrazione. Pochissimi mal’intenzioni nei rapporti e molti incomprensioni ed ho voluto dimostrare quello.C’è anche la questione di appartenenza. Tutti vogliono far parte di un gruppo e quando ti trasferisci in una nuova città, un nuovo paese vorrei appartenere lì.La struttura esistente è quella di difendersi – che è anche una caratteristica di una classe; Vorrei dire che non è divertente essere un membro di un club quando tutti possono diventare membri – si desidera proteggersi dai nuovi membri. E questa esclusione, questa distinzione tra noi e gli altri, credo, è il centro del problema della migrazione ed anche di altri problemi sociali. Questo è in realtà quello che va male nel mezzo del libro – il protagonista sta cercando di conquistare una posizione a Genova, di far parte della vita economica ed è qui che le classi esistenti si difendono e si chiudono, e quello è l’inizio della caduta. Sì, certo, si può parlare anche dell’amore in molti altri modi e “La Superba” non è un libro sull’amore, è un libro su molte altre cose nel quale è anche presente l’amore.Ma credo che, nell’amore, hai lo stesso tipo di meccanismi. La maggior parte del tempo l’amore è una proiezione ma nello stesso tempo è una decisione di amare l’altra persona di appartenere e di stare insieme. Vorrei dire, lo so che c’è questa idea romantica sull’amore che c’è un vero amore da qualche parte, ma è estremamente improbabile, no? Statisticamente,quello è molto strano. Quindi c’è un vero amore nel mondo, ma ci sono quelle sette miliardi persone nel mondo,e quindi come questo è l’unico vero amore? Li hai provati tutti? È molto strano! E ‘una grande coincidenza che il tuo vero amore sta vivendo due strade dalla tua casa. È molto strano. L’amore consiste nella tua decisione che tu vuoi rimanere con questa persona. E in realtà, credo che questo sia molto più romantico. In questa idea tradizionale, è come gli atomi del CERN, il laboratorio in Svizzera, che stanno andando in grande velocità e coliddono coincindamente, questi atomi. Questa è l’idea tradizionale di cercare di trovare il tuo vero amore, e non è affatto romantica. Penso che sia più romantico avere la determinazione e decisione che questa è la persona che tu la puoi amare. Quando l’amore va male molto spesso è connesso con i proiezioni e gli incomprensioni a causa di queste proiezioni. In realtà, ho scritto un libro sull’amore, è il romanzo che è uscito quest’anno che si chiama Peachez. Fondamentalmente si tratta di un professore di latino, vecchio, uomo molto educato e coltivato che si innamora di un internet foto modello ragazza molto giovane che l’ha conoscuto dall’ internet.Anche questo è, naturalmente, un romanzo di Catfishing e ci sono molte cose che non vanno bene con questa ragazza, alla fine risulta che lei non esiste. C’erano altre persone che usavano la sua identità. Ma non è quell il punto, il punto è che il professore alla fine del libro, quando ha scoperto che è stato manipulizato, continua a dire che non si sente male. Che era la cosa più bella che si è successa nella sua vita quando lui era innamorato. Perché, forse lei non esisteva, ma i suoi sentimenti per lei erano reali. Questa è la proiezione. L’amore vera nel mondo reale è spesso molto simile a questo. Non vorrei dire che è una cosa negativa, al contrario è una cosa bella.

PIREJ: Il paradiso è un posto sulla terra?

ILJA LEONARD PFEIJFFER: Dovrebbe essere.Non potrebbe essere un posto nel paradiso perché il paradiso non esiste. Dobbiamo trovarlo sulla Terra, questo è il nostro compito.

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